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Francesca

Una voce di Carità e Amore

Francesca -

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S A N T O - R O S A R I O - O N L I N E -

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Ultimo messaggio del 25 del Mese a Marija

Leggi i messaggi del 25 di ogni mese!

Medjugorje - Filmato:titolo miracoli di Grazia.

 
June 16

Falsa carità.

Cari Amici,
Partendo da quella frase che fu pronunciata da Nostro Signore Gesù Cristo:" Ama il prossimo tuo...", Vi chiedo:
Ci rendiamo conto chi sia il nostro prossimo?
Cerchiamo veramente di aiutarlo quando ci viene chiesto o siamo solo bravi a parlare, parlare, giudicare, consigliare, redarguire, indicare ....e sul più bello? Quando veramente c'è bisogno? Ci chiudiamo in noi stessi, nel nostro guscio, dentro casa, col nostro piccolo mondo di problemi egoistici e di falso buonismo...
Quella carità di cui tanto parla San Paolo fa parte della nostra Vita?
: - "Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come metallo che rimbomba o come cimbali che strepitano. E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se distribuissi tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per essere bruciato, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe" (1Cor 13,1-3). "Ma sopra a tutte queste cose rivestitevi della carità, che le collega e unisce in un modo perfetto" (Col 3,14).
Ora! Tutto questo mi capita di vederlo pochissimo in giro per le strade e anzi, la cosa che mi preoccupa è che spesso non lo vedo proprio.
Amiamo Gesù? L'ultima persona che mi ha detto di farlo...abita  in una casa di più piani senza parenti, e quando ho chiesto se mi aiutava con una persona (brava, umile) bisognosa, non ha esitato a presentare le migliori scuse....ma proprio non poteva...farci niente (o non voleva).
Dal canto mio presumo che avrebbero benissimo potuto sostenersi a vicenda...
Gesù disse: (da Giovanni 25)
[42]Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere;
[43]ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.
[44]Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?
[45]Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me.
[46]E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna".
Per la mia e per la Vostra Salvezza, è ora di mutare il falso buonismo in carità sincera, l'ipocrisia in Vero AMORE FRATERNO.
Solamenteperamore, Vostra Francesca.

La Foto di Oggi:(Il Buon Samaritano).


 


 
May 28

La Pentecoste....(Ricevete lo Spirito Santo)

Cari Amici,
Cinquanta Giorni dopo La Pasqua, I Cattolici festeggiano la Pentecoste, ovvero la discesa sugli Apostoli dello Spirito Santo:
 
Dal Vangelo Secondo Giovanni Capitolo 14-(23, 31)
 
[23]Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. [24]Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
[25]Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. [26]Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. [27]Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. [28]Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me. [29]Ve l'ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate. [30]Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; egli non ha nessun potere su di me, [31]ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato. Alzatevi, andiamo via di qui».
 
...Il principe del mondo, ovvero il principe "delle cose del mondo" è Satana! Chi si attacca alla materia non si salverà, ma chi vivrà amando Dio, riceverà le Grazie dello Spirito Santo.
 
Dagli Atti degli Apostoli Capitolo 2-(1, 47):
 
La Pentecoste
[1]Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. [2]Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. [3]Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; [4]ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi. [5]Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. [6]Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. [7]Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? [8]E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? [9]Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, [10]della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, [11]Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio». [12]Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l'un l'altro: «Che significa questo?». [13]Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono ubriacati di mosto».
Discorso di Pietro alla folla
 [14]Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così: «Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia ben noto questo e fate attenzione alle mie parole: [15]Questi uomini non sono ubriachi come voi sospettate, essendo appena le nove del mattino. [16]Accade invece quello che predisse il profeta Gioele:
 
   [17]Negli ultimi giorni, dice il Signore,
 

Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona;
i vostri figli e le vostre figlie profeteranno,
i vostri giovani avranno visioni
e i vostri anziani faranno dei sogni.

[18]E anche sui miei servi e sulle mie serve
in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi
profeteranno.
[19]Farò prodigi in alto nel cielo
e segni in basso sulla terra,
sangue, fuoco e nuvole di fumo.
[20]Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue,
prima che giunga il giorno del Signore,
giorno grande e splendido.
[21]Allora chiunque invocherà il nome del Signore
sarà salvato.

[22]Uomini d'Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret - uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete -, [23]dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso. [24]Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. [25]Dice infatti Davide a suo riguardo:

Contemplavo sempre il Signore innanzi a me;
poiché egli sta alla mia destra, perché io non
vacilli.
[26]Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la
mia lingua;
ed anche la mia carne riposerà nella speranza,
[27]perché tu non abbandonerai l'anima mia negli
inferi,
né permetterai che il tuo Santo veda la corruzione.
[28]Mi hai fatto conoscere le vie della vita,
mi colmerai di gioia con la tua presenza.

[29]Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e la sua tomba è ancora oggi fra noi. [30]Poiché però era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, [31]previde la risurrezione di Cristo e ne parlò:

questi non fu abbandonato negli inferi,
la sua carne vide corruzione.

[32]Questo Gesù Dio l'ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. [33]Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire. [34]Davide infatti non salì al cielo; tuttavia egli dice:

Disse il Signore al mio Signore:
siedi alla mia destra,
[35]finché io ponga i tuoi nemici
come sgabello ai tuoi piedi.

[36]Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!».

Le prime conversioni

[37]All'udir tutto questo si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». [38]E Pietro disse: «Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo. [39]Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro». [40]Con molte altre parole li scongiurava e li esortava: «Salvatevi da questa generazione perversa». [41]Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone.

La prima comunità cristiana

[42]Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. [43]Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. [44]Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; [45]chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. [46]Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, [47]lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo.

I Cristiani Cattolici, riconoscono nel Sacramento dell'Eucarestia la Transustansazione, ovvero il passaggio durante la Benedizione del Pane e del Vino da materia, a Vero Corpo e Vero Sangue di Gesù Cristo nostro Signore, Che essendo allo stesso tempo Spirito Santo si trasmette al Pane e al Vino rendendoli cosa SACRA E VIVA!

Ci crederete o no a tal proposito, Vi propongo un filmato da INTERNET in cui durante la Benedizione del pane e del vino, a Lourdes nella Basilica inferiore, in diretta televisiva il 7 novembre 1999 l'Ostia insiegabilmente ha cominciato a levitare (sollevarsi e rimanere sospesa in aria)...

Per molti Cristiani, si tratta di un miracolo, ovvero la manifestazione dello Spirito Santo nell'Eucarestia...

La Chiesa Ufficiale si astiene da Ogni giudizio, non sapendo rispondere in nessuna direzione.

a Voi il contributo filmato cliccando il titolo sottostante:

 

Lourdes: 7 Novembre 1999; Levitazione dell'Ostia Eucaristica.

 

ORA! Il Signore Iddio nella sua Triplice unicità PADRE, FIGLIO e SPIRITO SANTO come dice l'Omelia di Benedizione, DISCENDA SU DI NOI E CON NOI RIMANGA SEMPRE!

Solamenteperamore Francesca.

La Foto di Oggi.

May 18

Fenomeno Straordinario nel cielo di Bosnia-Herzegovina 15.05.2009

Cari Amici,
Tre giorni fa il 15 Maggio 2009, in concomitanza con la fine del viaggio Papale, alle ore 18.40 circa, ovvero le ore in cui a Medjugorie è solita apparire la Santa vergine, in due località distanti tra loro ma della stessa regione Mostar e Medjugorie, pellegrini Italiani e stranieri hanno assistito ad un fenomeno straordinario del cielo simile a quello di Fatima del 1917 o di San Damiano piacentino del 1971:
- fenomeni solari particolari e particolari modificazioni atmosferiche inusuali, che senza ombra di dubbio rivelano una immagine agli spettatori....
Questa volta non è una fotografia scattata in buona fede che può essere fraintesa con un fotomontaggio, sono riprese in diretta con un telefonino di ultima generazione, oltre che la conferma di un giornalista (Paolo Brosio) di mediaset ad una trasmissione del mattino.
 
Vi allego il messaggio dato dalla Santa Vergine Maria a Ivan a quell'ora il 15.05.2009...e subito di seguito il link del filmato...
 

MESSAGGIO DA MEDJUGORJE DATO A IVAN IL 15 MAGGIO 2009

 «Stasera la Gospa è venuta gioiosa e felice. Come sempre in ogni apparizione ci ha salutato tutti col suo materno saluto: “Sia lodato Gesù, cari figli miei!”. Dopo questo la Gospa ha pregato su di noi con le mani distese, ha pregato in particolare sui malati presenti, ha benedetto tutti noi con la sua Benedizione materna e ha benedetto tutti gli oggetti che abbiamo portato per la benedizione.
 
(Nota personale, la nostra preghiera mondiale di questi ultimi giorni per le intenzioni del Papa deve aver dato i suoi buoni frutti)

Dopo questo la Gospa ha detto:

“Cari figli, anche oggi la Madre vi invita: pregate, pregate per le mie intenzioni. Cari figli, desidero realizzare con voi i miei piani. In particolare, cari figli, vi invito a pregare per le famiglie. Oggi più che mai satana desidera distruggere le famiglie. Perciò siate perseveranti nella preghiera, riportate la preghiera nelle vostre famiglie. Grazie, cari figli, perché mi avete accolto e avete accolto i miei messaggi e vivete i miei messaggi”.  


Dopo questo Ivan ha raccomandato alla Gospa tutti noi, i nostri bisogni, le nostre intenzioni, le nostre famiglie e in particolare i malati. Abbiamo pregato con la Gospa un Padre nostro e un Gloria al Padre e poi la Gospa se n’è andata nel segno della luce e della croce col saluto: “Andate in pace, cari figli miei!”»
- Fonte: Alessio Radio Maria.
 
Clicca qui sotto:
 
Solamenteperamore, Francesca.
 
May 07

Il Papa, dalle pagine dell'Osservatore Romano del 07.05.2009, alla vigilia del suo viaggio in Terra Santa, tratta sulla distinzione tra Adorazione verso Dio ed il rispetto dei Santi e verso le immagini Sacre.

07. Maggio, 2009 Alla vigilia del viaggio il messaggio del Papa
alle popolazioni giordane, israeliane e palestinesi

In Terra Santa per condividere
sofferenze e speranze di tutti


La catechesi all'udienza generale dedicata alla figura di san Giovanni Damasceno

"Attendo con ansia di poter essere con voi e di condividere le vostre aspirazioni e speranze, sofferenze e lotte". Lo ha detto il Papa alla vigilia della partenza per la Terra Santa, in un messaggio alle popolazioni giordane, israeliane e palestinesi, letto al termine dell'udienza generale di mercoledì 6 maggio, in piazza San Pietro. Di seguito ne diamo la traduzione italiana.

Miei cari amici,
questo venerdì lascerò Roma per la mia Visita Apostolica in Giordania, Israele e Territori Palestinesi. Stamane, attraverso questa trasmissione radiofonica e televisiva, desidero cogliere l'opportunità di salutare tutte le popolazioni di quei Paesi. Attendo con ansia di poter essere con voi e di condividere le vostre aspirazioni e speranze, sofferenze e lotte. Verrò fra voi come pellegrino di pace. La mia intenzione principale è di visitare i luoghi resi santi dalla vita di Gesù e lì di pregare per il dono della pace e dell'unità per le vostre famiglie e per tutti coloro per i quali la Terra Santa e il Medio Oriente sono la casa. Fra i numerosi incontri religiosi e civili che si svolgeranno nel corso della settimana, vi saranno quelli con rappresentanti delle comunità musulmane ed ebraiche, con le quali si sono compiuti grandi progressi nel dialogo e nello scambio culturale. Saluto con affetto particolare i cattolici della regione e chiedo loro di unirsi a me nella preghiera affinché la visita rechi molti frutti per la vita spirituale e civile di quanti vivono in Terra Santa. Lodiamo tutti Dio per la sua bontà! Che possiamo essere tutti persone di speranza! Che possiamo essere tutti determinati nel nostro desiderio e nei nostri sforzi di pace!

A san Giovanni Damasceno è stata dedicata la catechesi pronunciata dal Pontefice all'inizio dell'incontro in piazza San Pietro.

Cari fratelli e sorelle,
vorrei parlare oggi di Giovanni Damasceno, un personaggio di prima grandezza nella storia della teologia bizantina, un grande dottore nella storia della Chiesa universale. Egli è soprattutto un testimone oculare del trapasso dalla cultura cristiana greca e siriaca, condivisa dalla parte orientale dell'Impero bizantino, alla cultura dell'Islàm, che si fa spazio con le sue conquiste militari nel territorio riconosciuto abitualmente come Medio o Vicino Oriente. Giovanni, nato in una ricca famiglia cristiana, giovane ancora assunse la carica - rivestita forse già dal padre - di responsabile economico del califfato. Ben presto, però, insoddisfatto della vita di corte, maturò la scelta monastica, entrando nel monastero di san Saba, vicino a Gerusalemme. Si era intorno all'anno 700. Non allontanandosi mai dal monastero, si dedicò con tutte le sue forze all'ascesi e all'attività letteraria, non disdegnando una certa attività pastorale, di cui danno testimonianza soprattutto le sue numerose Omelie. La sua memoria liturgica è celebrata il 4 Dicembre. Papa Leone xiii lo proclamò Dottore della Chiesa universale nel 1890.
Di lui si ricordano in Oriente soprattutto i tre Discorsi contro coloro che calunniano le sante immagini, che furono condannati, dopo la sua morte, dal Concilio iconoclasta di Hieria (754). Questi discorsi, però, furono anche il motivo fondamentale della sua riabilitazione e canonizzazione da parte dei Padri ortodossi convocati nel ii Concilio di Nicea (787), settimo ecumenico. In questi testi è possibile rintracciare i primi importanti tentativi teologici di legittimazione della venerazione delle immagini sacre, collegando queste al mistero dell'Incarnazione del Figlio di Dio nel seno della Vergine Maria.
Giovanni Damasceno fu inoltre tra i primi a distinguere, nel culto pubblico e privato dei cristiani, fra adorazione (latreia) e venerazione (proskynesis):  la prima si può rivolgere soltanto a Dio, sommamente spirituale, la seconda invece può utilizzare un'immagine per rivolgersi a colui che viene rappresentato nell'immagine stessa. Ovviamente, il Santo non può in nessun caso essere identificato con la materia di cui l'icona è composta. Questa distinzione si rivelò subito molto importante per rispondere in modo cristiano a coloro che pretendevano come universale e perenne l'osservanza del divieto severo dell'Antico Testamento sull'utilizzazione cultuale delle immagini. Questa era la grande discussione anche nel mondo islamico, che accetta questa tradizione ebraica della esclusione totale di immagini nel culto. Invece i cristiani, in questo contesto, hanno discusso del problema e trovato la giustificazione per la venerazione delle immagini. Scrive il Damasceno:  "In altri tempi Dio non era mai stato rappresentato in immagine, essendo incorporeo e senza volto. Ma poiché ora Dio è stato visto nella carne ed è vissuto tra gli uomini, io rappresento ciò che è visibile in Dio. Io non venero la materia, ma il creatore della materia, che si è fatto materia per me e si è degnato abitare nella materia e operare la mia salvezza attraverso la materia. Io non cesserò perciò di venerare la materia attraverso la quale mi è giunta la salvezza. Ma non la venero assolutamente come Dio! Come potrebbe essere Dio ciò che ha ricevuto l'esistenza a partire dal non essere?... Ma io venero e rispetto anche tutto il resto della materia che mi ha procurato la salvezza, in quanto piena di energie e di grazie sante. Non è forse materia il legno della croce tre volte beata?... E l'inchiostro e il libro santissimo dei Vangeli non sono materia? L'altare salvifico che ci dispensa il pane di vita non è materia?... E, prima di ogni altra cosa, non sono materia la carne e il sangue del mio Signore? O devi sopprimere il carattere sacro di tutto questo, o devi concedere alla tradizione della Chiesa la venerazione delle immagini di Dio e quella degli amici di Dio che sono santificati dal nome che portano, e che per questa ragione sono abitati dalla grazia dello Spirito Santo. Non offendere dunque la materia:  essa non è spregevole, perché niente di ciò che Dio ha fatto è spregevole" (Contra imaginum calumniatores, i, 16, ed. Kotter, pp. 89-90). Vediamo che, a causa dell'incarnazione, la materia appare come divinizzata, è vista come abitazione di Dio. Si tratta di una nuova visione del mondo e delle realtà materiali. Dio si è fatto carne e la carne è diventata realmente abitazione di Dio, la cui gloria rifulge nel volto umano di Cristo. Pertanto, le sollecitazioni del Dottore orientale sono ancora oggi di estrema attualità, considerata la grandissima dignità che la materia ha ricevuto nell'Incarnazione, potendo divenire, nella fede, segno e sacramento efficace dell'incontro dell'uomo con Dio. Giovanni Damasceno resta, quindi, un testimone privilegiato del culto delle icone, che giungerà ad essere uno degli aspetti più distintivi della teologia e della spiritualità orientale fino ad oggi. È tuttavia una forma di culto che appartiene semplicemente alla fede cristiana, alla fede in quel Dio che si è fatto carne e si è reso visibile. L'insegnamento di san Giovanni Damasceno si inserisce così nella tradizione della Chiesa universale, la cui dottrina sacramentale prevede che elementi materiali presi dalla natura possano diventare tramite di  grazia  in  virtù  dell'invocazione (epiclesis) dello Spirito Santo, accompagnata  dalla  confessione  della  vera fede.
In collegamento con queste idee di fondo Giovanni Damasceno pone anche la venerazione delle reliquie dei santi, sulla base della convinzione che i santi cristiani, essendo stati resi partecipi della resurrezione di Cristo, non possono essere considerati semplicemente dei 'morti'. Enumerando, per esempio, coloro le cui reliquie o immagini sono degne di venerazione, Giovanni precisa nel suo terzo discorso in difesa delle immagini:  "Anzitutto (veneriamo) coloro fra i quali Dio si è riposato, egli solo santo che si riposa fra i santi (cfr. Is 57, 15), come la santa Madre di Dio e tutti i santi. Questi sono coloro che, per quanto è possibile, si sono resi simili a Dio con la loro volontà e per l'inabitazione e l'aiuto di Dio, sono detti realmente dèi (cfr. Sal 82, 6), non per natura, ma per contingenza, così come il ferro arroventato è detto fuoco, non per natura ma per contingenza e per partecipazione del fuoco. Dice infatti:  Sarete santi, perché io sono santo (Lv 19, 2)" (iii, 33, col. 1352 A). Dopo una serie di riferimenti di questo tipo, il Damasceno poteva perciò serenamente dedurre:  "Dio, che è buono e superiore ad ogni bontà, non si accontentò della contemplazione di se stesso, ma volle che vi fossero esseri da lui beneficati che potessero divenire partecipi della sua bontà:  perciò creò dal nulla tutte le cose, visibili e invisibili, compreso l'uomo, realtà visibile e invisibile. E lo creò pensando e realizzandolo come un essere capace di pensiero (ennoema ergon) arricchito dalla parola (logo[i] sympleroumenon) e orientato verso lo spirito (pneumati teleioumenon)" (ii, 2, PG 94, col. 865A). E per chiarire ulteriormente il pensiero, aggiunge:  "Bisogna lasciarsi riempire di stupore (thaumazein) da tutte le opere della provvidenza (tes pronoias erga), tutte lodarle e tutte accettarle, superando la tentazione di individuare in esse aspetti che a molti sembrano ingiusti o iniqui (adika), e ammettendo invece che il progetto di Dio (pronoia) va al di là della capacità conoscitiva e comprensiva (agnoston kai akatalepton) dell'uomo, mentre al contrario soltanto Lui conosce i nostri pensieri, le nostre azioni, e perfino il nostro futuro" (ii, 29, PG 94, col. 964C). Già Platone, del resto, diceva che tutta la filosofia comincia con lo stupore:  anche la nostra fede comincia con lo stupore della creazione, della bellezza di Dio che si fa visibile.
L'ottimismo della contemplazione naturale (physikè theoria), di questo vedere nella creazione visibile il buono, il bello, il vero, questo ottimismo cristiano non è un ottimismo ingenuo:  tiene conto della ferita inferta alla natura umana da una libertà di scelta voluta da Dio e utilizzata impropriamente dall'uomo, con tutte le conseguenze di disarmonia diffusa che ne sono derivate. Da qui l'esigenza, percepita chiaramente dal teologo di Damasco, che la natura nella quale si riflette la bontà e la bellezza di Dio, ferite dalla nostra colpa, "fosse rinforzata e rinnovata" dalla discesa del Figlio di Dio nella carne, dopo che in molti modi e in diverse occasioni Dio stesso aveva cercato di dimostrare che aveva creato l'uomo perché fosse non solo nell'"essere", ma nel "bene-essere" (cfr. La fede ortodossa, ii, 1, PG 94, col. 981°). Con trasporto appassionato Giovanni spiega:  "Era necessario che la natura fosse rinforzata e rinnovata e, fosse indicata e insegnata concretamente la strada della virtù (didachthenai aretes hodòn), che allontana dalla corruzione e conduce alla vita eterna... Apparve così all'orizzonte della storia il grande mare dell'amore di Dio per l'uomo (philanthropias pelagos)...". È una bella espressione. Vediamo, da una parte, la bellezza della creazione e, dall'altra, la distruzione fatta dalla colpa umana. Ma vediamo nel Figlio di Dio, che discende per rinnovare la natura, il mare dell'amore di Dio per l'uomo. Continua Giovanni Damasceno:  "Egli stesso, il Creatore e il Signore, lottò per la sua creatura trasmettendole con l'esempio il suo insegnamento... E così il Figlio di Dio, pur sussistendo nella forma di Dio, abbassò i cieli e discese... presso i suoi servi... compiendo la cosa più nuova di tutte, l'unica cosa davvero nuova  sotto  il  sole, attraverso cui si manifestò  di  fatto  l'infinita potenza di Dio" (iii, 1. PG 94, coll. 981C-984B).
Possiamo immaginare il conforto e la gioia che diffondevano nel cuore dei fedeli queste parole ricche di immagini tanto affascinanti. Le ascoltiamo anche noi, oggi, condividendo gli stessi sentimenti dei cristiani di allora:  Dio vuole riposare in noi, vuole rinnovare la natura anche tramite la nostra conversione, vuol farci partecipi della sua divinità. Che il Signore ci aiuti a fare di queste  parole  sostanza  della  nostra vita.

Terzo segreto di Fatima, Viaggio del Papa in Terra Santa, 13 Maggio 2009...Preghiamo.

Cari Amici,
da domani il nostro amato Pontefice si recherà in Terra Santa a portare un messaggio di Pace per Tutto il Mondo, uniti nella preghiera di un Unico Dio.
Tutto Bene..fino a qui; che la Pace regni finalmente nel Mondo fino alla fine dei giorni....
Ma Stamane mi sono svegliata con un pesante presentimento nel cuore....
Stanotte ho istintivamente riflettuto al Terzo segreto lasciato dalla Madonna a Suor Lucia di Fatima ed aperto dal  Servo di Dio Giovanni Paolo II il 26 Giugno del 2000.
 
Trascrivo il segreto per conoscenza:
Dal documento Ufficiale del Vaticano:
"Scrivo in atto di obbedienza a Voi mio Dio, che me lo comandate per mezzo di sua Ecc.za Rev.ma il Signor Vescovo di Leiria e della Vostra e mia Santissima Madre. 

Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: "qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti" un Vescovo vestito di Bianco "abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre". Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio. "

...Ora!...Tutto ciò, potrebbe non voler dire nulla...Ma fatto stà:

- che domani il Santo Padre percorrerà terre afflitte dalla Guerra e anche da rancori religiosi;

- che il rischio di attentati non è per nulla scongiurato e che come abbiamo potuto vedere nei trascorsi passati, gli attentati sono avvenuti nelle modalità meno previste;

- che il Terzo segreto di Fatima  parla di un Attentato "presumibilmente" riferito al Papa;

- che questo viaggio cade alla vigilia del 92esimo anno delle apparizioni di Fatima;

- che già il 13 Maggio 1981 ci fu il famoso Attentato a Giovanni Paolo II;

- che  il 12 Maggio 1982 dopo un anno dall’attentato di Ali Agca, Giovanni Paolo II venne aggredito una seconda volta. E rimase ferito. Il racconto e’ stato fatto dal suo segretario personale, il cardinale polacco Stanislaw Dziwisz. In un documentario britannico, infatti, il segretario racconta la vita del papa scomparso. E anche alcuni retroscena sconosciuti. Don Juan Fernandez Krohn, un prete spagnolo, il 12 maggio del 1982, mentre papa Giovanni Paolo II si trovava a Fatima in visita tento’ di uccidere il pontefice con un pugnale. In quell’occasione venne ferito, mentre l’aggressore venne arrestato dalla Polizia.
 
Adesso posso rivelare ci dice ... che il Santo Padre rimase ferito. Ricordo che quando tornammo nella stanza c’era del sangue“;

- che  il programma di viaggio del Pontefice sarà:

Venerdì 08 maggio 2009

13:30 Cerimonia di benvenuto all'Aeroporto internazionale Queen Alia di Amman

14:30 Visita al Centro "Regina Pacis" di Amman

16:30 Visita di cortesia alle loro maestà il Re e la Regina di Giordania nel Palazzo Reale al-Husseinye di Amman

Sabato 09 maggio 2009

08:15 Visita all'antica Basilica del Memoriale di Mosè sul Monte Nebo e Benedizione della prima pietra dell'Università di Madaba del Patriarcato Latino

10:30 Visita al museo ascemita e alla moschea al-Hussein bin-Talal e incontro con i Capi Religiosi musulmani, con il Corpo Diplomatico e con i Rettori delle università giordane all'esterno della Moschea al-Hussein bin-Talal di Amman

16:30 Celebrazione dei Vespri con i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i seminaristi e i movimenti ecclesiali nella Cattedrale Greco-Melkita di San Giorgio di Amman

Domenica 10 maggio 2009

08:30 Santa Messa e recita del Regina Cæli nell'International Stadium di Amman

16:30 Visita al Sito del Battesimo e Benedizione delle prime pietre delle Chiese dei Latini e dei Greco-Melkiti a Bethany beyond the Jordan

Lunedì 11 maggio 2009

09:00 Cerimonia di congedo all'Aeroporto Internazionale Queen Alia di Amman

09:40 Cerimonia di benvenuto all'Aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv

15:10 Visita di cortesia al Presidente dello Stato di Israele nel Palazzo Presidenziale di Gerusalemme

16:40 Visita al Memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme

17:45 Incontro con le organizzazioni per il dialogo interreligioso nell'Auditorium del Notre Dame of Jerusalem Center di Gerusalemme

Martedì 12 maggio 2009

08:00 Visita alla Cupola della Roccia e Visita di cortesia al Gran Mufti sulla Spianata delle Moschee di Gerusalemme

09:00 Visita al Muro Occidentale di Gerusalemme e Visita di cortesia ai due Gran Rabbini di Gerusalemme nel Centro Hechal Shlomo di Gerusalemme

11:00 Preghiera del Regina Cæli con gli Ordinari di Terra Santa nel Cenacolo di Gerusalemme

15:20 Santa Messa nella Josafat Valley di Gerusalemme

Mercoledì 13 maggio 2009

08:00 Cerimonia di benvenuto nel Piazzale antistante il Palazzo Presidenziale di Betlemme

09:00 Santa Messa nella Piazza della Mangiatoia di Betlemme

15:45 Visita all'Aida Refugee Camp di Betlemme

17:40 Cerimonia di congedo nel cortile del Palazzo Presidenziale

21:30 Concerto per la riconciliazione a Bet She'An

Giovedì 14 maggio 2009


09:00 Santa Messa sul Monte del Precipizio a Nazaret

15:30
Saluto ai Capi Religiosi della Galilea nell'Auditorium del Santuario dell'Annunciazione di Nazaret e Visita alla Grotta dell'Annunciazione

16:30 Celebrazione dei Vespri con i Vescovi, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i movimenti ecclesiali e gli operatori pastorali della Galilea nella Basilica superiore dell'Annunciazione di Nazaret

Venerdì 15 maggio 2009

09:00 Visita al Santo Sepolcro di Gerusalemme

12:30 Cerimonia di congedo all'Aeroporto Internazionale Ben Gurion di Tel Aviv

In rosso ho segnalato gli eventi che mi hanno colpito di più, e che mi fanno ripensare al segreto di Fatima.

In considerazione di tutto ciò....Amici miei,

Vi chiedo, sentitamente, fortemente, VIVAMENTE ...

In questi giorni...."PREGHIAMO" per il Santo Padre.

Evviva la PACE! EVVIVA IL SANTO PADRE BENEDETTO XVI!

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Solamenteperamore Francesca.

 

 

 

 
 
 
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